Stefano Schirato vince il concorso fotografico “Frammenti di Futuro”

Vince il concorso fotografico “Frammenti di Futuro”, aggiudicandosi il premio di 1000 euro, Stefano Schirato con il lavoro Occhio per occhio.

Occhio per occhio
Il lavoro di Schirato è centrato sulla storia di Edi: un ragazzo di soli 16 anni che vive una vita di reclusione e paura, simile a quella che in Italia potremmo immaginare per un pentito di mafia, ma senza aver mai commesso alcun crimine, nè violato alcuna legge. Questa è la sua storia e quella di molti altri, sottoposti a perenne minaccia di morte a causa del Kanun, l’antico codice di leggi tribali che regola la vita (e la morte), la vita sociale nel suo complesso, di molte comunità Albanesi, in zone arretrate nel nord del Paese.

Il diritto alla vendetta, in alcune zone, è addirittura considerato un obbligo, pena il disprezzo e la completa emarginazione da parte della collettività, ed in moltissimi casi trasforma un delitto singolo in una vera e propria faida, con una interminabile catena di delitti. Il perdono da parte dei parenti offesi è regolato sulla base di un rigoroso rituale ed ha consentito finora a 650 nuclei familiari di tornare in libertà. Il secolare codice della vendetta continua a restare in vigore nell’Albania odierna e in questo momento 670 famiglie, incluse donne e bambini, nel nord del Paese vivono chiuse in casa 24 ore al giorno, in una condizione di vera e propria auto reclusione per sfuggire alla morte. La casa è l’unico posto considerato dal Kanun, inviolabile.

Questo progetto cerca di indagare nella vita delle persone “inchiodate” nelle loro case, ma anche di ritrarre le famiglie che vendetta devono perpetrare.

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Biografia Stefano Schirato, nasce a Bologna nel 1974, dove si laurea in Scienze Politiche. Dal 1997 lavora come fotoreporter concentrandosi in particolare su tematiche sociali. Nel 1998 vince una borsa di studio offerta da Nikon e Grazia Neri per un workshop con Steve McCurry, fotografo di Magnum. Nel 1999 per il sostegno di Emergency pubblica il suo primo libro sul dramma delle mine anti-uomo in Cambogia, “Gli occhi della Cambogia”, con una prefazione di Ferdinando Scianna. Nel 2003 un lungo progetto fotografico sulla vita dei marinai nelle navi sequestrate viene pubblicato in un libro, “Né in terra, né in mare”, con prefazione del Premio Oscar, Giuseppe Tornatore, che visionato il lavoro ne aveva incoraggiato una pubblicazione. Nel 2008 il suo ultimo libro sulla schizofrenia, “Fuori di me”, gli vale il Premio Internazionale Carletti per il giornalismo. Durante il 2008 segue tutto il backstage delle riprese del film di Tornatore, “Baarìa”. Con questo lavoro, vince il prestigioso “Cliciak”, premio per i migliori fotografi italiani di scena. Suoi lavori sono apparsi tra gli altri, su Vanity Fair, D La Repubblica delle Donne, Panorama, Washington Post, Le Figarò Magazine, Epsilon, New York Times.

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Menzione speciale:

Una menzione speciale va al lavoro dal titolo Speranza di Roberto Tibaldi per l’efficacia del messaggio in vista di un futuro aperto alla vita e all’avvenire, la grande capacità narrativa del progetto, la raffinatezza delle dissolvenze, la qualità fotografica, la coerenza del sonoro e la forza riflessiva del testo parlato.

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